L'uomo più atteso, Adem Ljajic, non è nemmeno in panchina. Inserito regolarmente nella lista dei convocati alla vigilia, nonostante le dichiarazioni di Montella - "Sono stufo del suo atteggiamento" -, viene estromesso improvvisamente a un paio d'ore dal match. La rottura con il serbo, ancora restio a firmare il rinnovo del contratto in scadenza nel 2014, appare ormai definitiva, anche se nell'immediato prepartita è stato Daniele Pradè, ds viola, a spiegare le ragioni dell'assenza dell'attaccante. "Si tratta di una decisione tecnica e non punitiva. Il giocatore è giovane e non è ancora in grado di reggere certe pressioni, ne abbiamo parlato e siamo arrivati a questa scelta in modo consensuale".
Montella vede i suoi un po' troppo spensierati in avvio. Pizarro, rientrato nell'11 titolare dopo i problemi fisici, perde un paio di palloni alquanto delicati a ridosso della propria area: al 13′ lo regala letteralmente a Tachtsidis, il greco calcia alto dai 20 metri. Sul ribaltamento di fronte, la Fiorentina riesce per la prima volta ad aggirare il dispositivo tattico di Maran e passa in vantaggio. Monzon cerca la giocata di fino al limite dell'area, Aquilani capisce tutto e intercetta: tocco per Cuadrado sulla corsa, il colombiano mette in mezzo dal fondo e trova a centro area "Pepito" Rossi, che di destro mette la sfera nell'angolino basso. Gli etnei reagiscono, vanno vicini al pari con un colpo di testa di Spolli e impattano al 22′. Castro libera Leto sulla corsia mancina, l'ex Panathinaikos si propone con personalità ma il suo cross non appare pericoloso: Pizarro prova un improbabile colpo di tacco in chiusura, il liscio che ne consegue è un omaggio che Barrientos trasforma nel diagonale dell'1-1.
Maran tiene negli spogliatoi Monzon, che nei primi 45 minuti non ha potuto fare altro che prendere il numero di targa di Cuadrado: dentro Rolin, Alvarez passa a sinistra e fa subito capire al colombiano che è tempo di placarsi, con un violento body-check che gli costa il giallo. Le forze vengono meno col passare dei minuti e quello che era stato un match accesissimo nella prima frazione diventa soporifero nella ripresa. Andujar all'8′ rischia la papera su cross di Pasqual, Gomez conferma che non è giornata al 27′, quando mette a lato un altro traversone del capitano viola, sostituito fra gli applausi così come Giuseppe Rossi. Gli ingressi di Maxi Lopez e Biagianti non cambiano l'andamento della sfida, i ragazzi di Montella non rischiano nulla e si mettono in tasca i primi tre punti della stagione. Con un Rossi in più nel motore e, probabilmente, con un Ljajic in meno.
FIORENTINA-CATANIA 2-1 (2-1)
Fiorentina (3-5-2): Neto 6; Savic 6.5, Rodriguez 6, Compper 6; Cuadrado 7.5, Aquilani 6.5 (39′ st Fernandez sv), Pizarro 6, Valero 6.5, Pasqual 6.5 (31′ st Alonso sv); Gomez 5, Rossi 6.5 (21′ st Ilicic 6). (Lupatelli, Munua, Tomovic, Roncaglia, Bakic, Joaquin, Vecino, Wolski, Iakovenko). All.: Montella
Catania (4-5-1): Andujar 5.5; Alvarez 6, Bellusci 5.5, Spolli 5.5, Monzon 4 (1′ st Rolin 6); Leto 6 (36′ st Lopez sv), Izco 6, Tachtsidis 5.5 (35′ st Biagianti sv), Barrientos 6.5, Castro 6; Bergessio 5. (Frison, Ficara, Cabalceta, Legrottaglie, Barisic, Boateng, Doukara). All.: Maran
Arbitro: Doveri di Roma
Reti: 14′ pt Rossi, 22′ pt Barrientos, 28′ pt Pizarro
Ammoniti: Gomez, Alvarez, Spolli, Pizarro e Barrientos per gioco falloso, Andujar per proteste
Recupero: 3′ e 3′
Spettatori: 33.000
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